La nostra storia inizia nel 1923, oltre un secolo fa
quando Nonno Nando volle produrre un suo vino….
È una storia semplice, fatta del lavoro di generazioni che si sono avvicendate senza mai interrompere il dialogo con la terra. Tutto è iniziato con Nonno Nando, che da mezzadro presso la Parrocchia di Cinzano, è riuscito ad iniziare una propria attività per dare un futuro alla propria famiglia. Dopo di lui il figlio Aldo ( 1923 – 2015) ha saputo prendere in mano il testimone la e trasformare quella che era un’attività marginale in una realtà aziendale.
Soprattutto nel Secondo Dopoguerra grazie alla sua caparbietà siamo riusciti a mantenere saldo il legame con il paese di Cinzano e con la produzione vitivinicola. Dopo di lui Stefano (1959) è riuscito a trasformare l’attività agricola e produttiva in un marchio d’eccellenza che si identifica non la nostra famiglia, che negli anni ha saputo conquistare mercati, emozionare clienti, creare legami d’amicizia e collaborazione.
…ed oggi come allora produciamo vini con la stessa passione di un tempo.
Non c’è un singolo volto a rappresentarci, perché Rossotto è l’unione di più sguardi, più competenze e più cuori.
“Guido l’azienda della nostra famiglia conservando l’eredità che mi hanno lasciato Nonno Nando e papà Aldo: la meticolosità nelle lavorazioni, l’attenzione ai tempi di lavoro e la costanza nel ripetere ogni anno le operazioni che stanno alla base della gestione di un vigneto. Ho ricordi che superano le 50 vendemmie e non vedo l’ora che arrivi la prossima.”
Stefano Rossotto
“Cerco di unire l’esperienza maturata in famiglia con gli studi tecnici di Viticultura Enologia, per produrre vini che mantengano un legame con la tradizione, cercando di rispettare il più possibile o esaltare le caratteristiche del vitigno d’origine. Ho fatto della passione per il Metodo Classico, un punto di partenza per arrivare ad un vino che unisca una tecnica antica, sempre affascinante al vitigno più rappresentativo del nostro territorio, la Freisa, che è stata a lungo oggetto dei miei studi.”
Federico Rossotto
“Per me l’agricoltura deve innanzitutto essere sostenibile, sia dal punto di vista economico ma soprattutto da quello sociale ed ambientale. Non siamo semplici operai della terra, ma custodi di una ricchezza da trasferire ai nostri figli. Per questo motivo seguo attentamente le operazioni in vigneto cercando di ridurre il più possibile le lavorazioni ad alto impatto ambientale. Cerco di riportare alla terra la sua fertilità con operazioni mirate, come il sovescio, gli sfalci controllati, l’introduzione di varietà di erbe e microrganismi che favoriscono la biodiversità.”
